Gli azzurri battono le streghe al Maradona per 2 a 0

NAPOLI – Gli azzurri cambiano marcia dopo la sconfitta in campionato con l’Atalanta e l’eliminazione dall’Europa League.

Ieri sera, allo Stadio Maradona, i partenopei hanno vinto il derby campano contro il Benevento per 2 a 0, agganciando la Lazio al sesto posto della classifica di Serie A a quota 43 punti e portandosi a -3 dalla Juventus con cui dovrà recuperare il famoso match non disputato il 4 ottobre scorso.

I partenopei aggrediscono le streghe sin dalle prime battute di gioco e sbloccano il risultato al 34′ con Dries Mertens, che torna al gol due mesi e mezzo dopo l’ultima volta prima dell’infortunio di Milano contro l’Inter.

Nella ripresa i ragazzi di Inzaghi si sbilanciano e hanno una buona occasione con Ionita, ma al 66′ Politano chiude i giochi.

Unica nota storta della serata per il tecnico calabrese è l’espulsione rimediata da Koulibaly all’81’ che salterà così la trasferta di Reggio Emilia con il Sassuolo.

Il Napoli recupera il portiere Ospina, Koulibaly, Hysaj e Demme, ma dal primo minuto entra in campo solo il senegalese.

Tra i pali c’è il giovane Meret, in difesa con Koulibaly tocca a Di Lorenzo, Rrahmani e Ghoulam, Fabian Ruiz e Bakayoko in mezzo al campo e il trio in attacco Zielinski, Politano e Insigne a supporto di Mertens.

Nel Benevento non c’è l’altro Insigne (all’andata andarono in gol entrambi i fratelli) e dietro Lapadula agiscono Ionita e Caprari. Montipò tra i pali, Depaoli, Tuia (al posto dello squalificato Glik), Barba e Foulon nella difesa. Hetemaj-Schiattarella-Viola in mediana completano l’albero di Natale disegnato da Filippo Inzaghi, storico ex compagno di Gattuso tra Milan e Nazionale, sostituito in panchina dal vice Maurizio D’Angelo perché squalificato nella partita con la Roma.

Gli azzurri provano a mettere le cose in chiaro sin dal fischio d’inizio, con una pressione asfissiante sul portatore di palla e la costante ricerca dell’uno contro uno finalizzata a creare superiorità numerica.

La tattica attendista del Benevento, però, complica i piani ai ragazzi di Gattuso che faticano a rendersi pericolosi dalle parti di un reattivo Montipò.

Roberto Insigne prende il posto di Schiattarella e il Benevento affronta il secondo tempo con molta più aggressività.

Infatti subito c’è un’occasione al 57′ con  Caprari, ma il suo colpo di testa da ottima posizione è debole e Meret controlla senza problemi.

La partita è comunque più equilibrata ed il monologo azzurro offerto dai primi 45′ della sfida dello stadio Maradona è solo un lontano ricordo.

Lapadula costringe Koulibaly al giallo al 58′ e sono molto forti le proteste dell’attaccante del Benevento per il doppio contatto tra i due solo sessanta secondi più tardi, non ravvisato dall’arbitro, mentre al 64′ Lorenzo Insigne va a un passo dal goal con un delizioso destro a giro.

Sau e Letizia sono le scelte da Pippo Inzaghi per accorciare le distanze negli ultimi 25 minuti, ma una nuova fiammata del talento partenopeo porta al 2-0 (66′): insidioso traversone sul secondo palo, Di Lorenzo, Letizia e Politano si scontrano e l’ultimo tocco inganna Montipò.  Il Napoli è più rilassato perché la partita è chiusa e gioca più disinvolto e al 75′ Koulibaly, tutto solo, fallisce clamorosamente il terzo goal.

Ma poi per un ingenuità rovina la sua serata rimediando all’81’ un cartellino rosso che lo costringerà a saltare il Sassuolo per squalifica.

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