SOS GAIOLA: AIUTIAMO LA NATURA

diMaddalena M. Sorbino

 

Il periodo di lockdown a causa del Covid-19 ha fatto in modo che la natura si riappropriasse a pieno dei propri spazi, facendoci vivere momenti emozionanti insieme ad essa, soprattutto all’interno del Golfo di Napoli, dove tantissimi sono stati gli scenari che hanno suscitato meraviglia e stupore. Bisogna però ricordare che l’integrità di molti luoghi,tra i quali il Parco sommerso della Gaiola, è ancora fortemente minacciata.

Il caso dell’area marina protetta napoletana, custode delle rovine romane sommerse del Pausilypon,è molto particolare. Infatti, nonostante sia tutelata dal Ministero dell’Ambiente che supporta il Parco con un totale di circa 70 mila euro annui, che coprono solo un terzo delle spese indispensabili, la riserva naturale gode di un piano autofinanziato. L’aiuto economico vero e proprio, quindi, è dato soprattutto dalle attività del “Centro studi interdisciplinari Gaiola Onlus” (Csi), ente affidatario dallo Stato per la gestione e tutela. Proprio per questo, la sospensione totale di attività didattiche e divulgative,grava sul bilancio: l’emergenza rischia di minare la sussistenza del Parco, poichè le entrate per il 2020 sono azzerate.
Ecco il motivo per il quale è natoil progetto SOS, chiamato cosìsia per ricordare e per riferirsial segnale universale di soccorso, lanciato da chi è in difficoltà, sia perché i volontari del Parco hanno visto in questo segnale l’acronimo di Save OurSea.Unmodo per non arrendersi, per lottare senza piangersi addosso e per difendere l’ultimo baluardo di difesa del nostro splendido mare. Un grido di allarme, non solo a favore delle coste, sempre più trascurate dalle azioni umane, ma anchea beneficio di un gioiello unico e tanto amato non solo dai napoletani, quale è il Parco Sommerso di Gaiola.Al progetto vi si può aderire in più modi, tutti ampiamente illustrati sul sito del Parco e tuttivalidi per la difesadi un patrimonio biologico e culturale di tale rarità.Un’iniziativa che concede a tutti la possibilità di sostenere l’area attraverso diverse modalità: dalla classica donazione monetaria (attraverso i circuiti Paypal o Art Bonus), alla partecipazione come volontario alle attività (non appena l’emergenza sanitaria nazionale lo consentirà), fino all’adesione a seminari o all’appoggio ai lavori di ricerca.

Il parco è attualmente ancora chiuso. Perl’apertura al pubblico bisognerà rispettare contemporaneamente le linee guida e prescrizioni anti-contagio valide per i Siti culturali o Luoghi della cultura, quelle per le Aree Naturali protette e quelle per le spiagge di balneazione pubblica, oltre, ovviamente, a quelle per la sicurezza dei lavoratori.Il protocollo per la sicurezza è stato già impostato ma è in attesa di riconoscimento da parte degli enti locali.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono sul portale www.gaiola.org e sulla pagina fb CSI Gaiola Onlus.

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