CORONAVIRUS E ANIMALI DA COMPAGNIA

Nessun rischio per la salute per i nostri animali da compagnia durante l’emergenza coronavirus, ma stress per loro, padroni e vicini di casa. I consigli del Garante per i diritti degli animali di Napoli.

Il coronavirus COVID-19 ha un impatto sulle nostre vite in molti ambiti, uno di questi è il rapporto con i cosiddetti animali da compagnia, cani e gatti in primis. È bene chiarire che, secondo quanto espresso dal Ministero della Salute e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il coronavirus COVID-19 si trasmette unicamente da uomo a uomo e non vi sono prove tangibili della trasmissibilità della malattia da parte degli animali da compagnia.

Secondo gli scienziati, il coronavirus COVID-19 è un nuovo ceppo di un virus, già conosciuto, ma mai identificato nell’uomo. Se i coronavirus in grado di infettare e causare malattie nell’essere umano finora identificati sono sette, gli animali possono contrarre virus appartenenti a questa famiglia, come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il COVID-19. Infatti, tra i provvedimenti adottati dal Governo italiano non vi sono restrizioni riguardanti gli animali da compagnia.

Ebbene, come ha spiegato il Garante per i Diritti degli Animali di Napoli, Stella Cervasio, sono altri i problemi che gli animali, i loro padroni ed i vicini di casa devono affrontare in questo periodo di emergenza. Innanzitutto, senza contravvenire alle regole vigenti, «è possibile portare i nostri cani in giro, ma in modo rapido e nella prossimità delle nostre case». Vero è che i cani «hanno bisogno di erba ed i parchi pubblici sono chiusi» e, quindi, laddove possibile, bisogna «utilizzare delle aiuole o accontentarsi di una passeggiata sul marciapiede». È notizia di questi giorni di un’aggressione da parte di un cane ad una persona che camminava nei pressi di un’aiuola: i padroni devono controllare più del solito i propri amici a quattro zampe.

Infatti, i cani, come gli uomini, costretti a stare a casa, si annoiano e possono assumere atteggiamenti insoliti, soprattutto quelli che erano seguiti da addestratori cinofili. Da qui la necessità di «giocare con i nostri cani», anche grazie a numerosi «tutorial online di educatori cinofili».

Discorso diverso riguarda gli animali liberi: i gatti e i cani delle colonie sparse per la nostra città. Alcune colonie sono registrate, altre no e, nonostante la legge preveda che siano dichiarati i tutori di colonia, alcuni di questi non sono ancora o attendono di essere registrati all’elenco dell’ASL. Per questo motivo, Cervasio ha indirizzato una lettera al questore e al prefetto di Napoli per chiedere di uniformare l’elenco alle colonie dichiarate e non dichiarate, affinché i rispetti tutori possano muoversi, utilizzando il consueto modulo predisposto dal Ministero dell’Interno, barrando la casella “situazioni di necessità” ed indicando tutela per la colonia di competenza.

Infine, Cervasio segnala la lodevole iniziativa dell’Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente (AMPANA) che, per la municipalità del Vomero, su iniziativa di Vincenzo Desidery, sta prestandosi molto per aiutare gli anziani o chi non può spostarsi a consegnare cibo per gli animali domestici o sbrigare commissioni dal veterinario. Veterinari che, è bene ricordarlo, sono operativi, ricevono su appuntamento e sono aperti a contatti telefonici (l’informativa è stata inviata a tutti i clienti).

Per restare aggiornati o per segnalare iniziative o problematiche, la pagina Facebook del Garante per i Diritti degli Animali di Napoli è il mezzo più indicato.

Fabio Di Nunno

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