Bagnoli, le speranze di rilancio uccise da caos e movida

di Fabio Lauri

Il quartiere di Bagnoli, ultimo “baluardo” napoletano situato sul confine con Pozzuoli, ha sempre avuto una dimensione particolare: la sua realtà è stata fortemente condizionata negli anni dalle attività svolte all’interno di questa piccola comunità. La parte superiore, con la base NATO e tutte le sue attività militari svolte dagli americani contrapposta alla parte sud, la gigantesca fabbrica dell’Italsider, con le sue centinaia di operai. Un quartiere sviluppatosi con due forti estremi, ma con uno spirito di condivisione elevatissimo: la solidarietà operaia contrapposta alla nascente classe piccolo borghese rendeva Bagnoli uno dei luoghi migliori in cui vivere. Un quartiere sostanzialmente residenziale, che traeva benefici da questi due grandi poli “economici”.

I tempi, però, sono effettivamente cambiati. La chiusura del complesso siderurgico e l’allontanamento delle attività d’ufficio militari hanno causato pian piano un forte impoverimento della realtà bagnolese: effetti negativi che probabilmente stanno vivendo le generazioni di oggi. La natura “ibrida” di Bagnoli, estranea alla stragrande maggioranza dei problemi che affliggevano Napoli, si sta scontrando negli ultimi anni con una tristissima realtà. Da luogo in cui poter effettivamente gettare le basi per costruire una situazione familiare tranquilla e al sicuro dalla confusione tipica partenopea, in tempi recenti ci si è dovuti scontrare con uno dei più grandi problemi della zona: la movida incontrastata.

Un quartiere caos e movida. Bagnoli ha un litorale gigantesco: uno spazio immenso che si proietta sul mare, con una visuale mozzafiato, da Posillipo a tutta la zona flegrea. Dato il divieto di balneazione (retaggio di una scellerata attività industriale), la zona si presta facilmente ad attività di svago tipiche delle zone di mare: le discoteche. Ce ne sono tantissime, nell’arco di un paio di km. Parliamo di circa 6/7 discoteche, tutte racchiuse in una lingua di strada, Via Coroglio. Il disagio percepito in quelle zone nei periodi estivi è paragonabile ad un vero e proprio sequestro: la mancanza di parcheggi, di controlli, di presidi delle forze dell’ordine, di vie d’accesso e di uscita rapide, rendono l’area una vera e propria terra di nessuno, in mano alla criminalità organizzata, che con il racket del parcheggio abusivo riesce ad intascarsi migliaia di euro a sera. Emblematici sono i casi di ritardi e aggressioni al personale sanitario che, in caso di emergenza, impiega anche più di un’ora per raggiungere “l’area rossa”.

Tristemente il problema della movida scellerata non è l’unico disservizio offerto da Bagnoli in tempi recenti: basta infatti spostarsi di qualche centinaio di metri, raggiungendo il Dazio, per poter ammirare il totale degrado urbano causato dalla montagna di rifiuti presenti sulle strade e sui marciapiedi. Certo, la spazzatura è sempre prodotta da qualcuno, ma qui parliamo di un vero e proprio disservizio: la raccolta della stessa avviene in ritardo e spesso non è accompagnata dalla pulizia delle aree circostanti. Caso totalmente differente è quello che si verifica a Via Maiuri, nel cuore di Bagnoli: qui, infatti, manca un vero e proprio senso civico da parte di irrispettosi cittadini, che imperterriti continuano a gettare i rifiuti in zone non adibite alla raccolta, dove mancano bidoni e campane.

Servizi al collasso. Altra croce e delizia di Bagnoli è il suo meraviglioso viale alberato, Campi Flegrei: delizia per chi vuole crogiolarsi di un mite sole durante le ore più calde, dopo aver bevuto un buon caffè, croce per chi rischia, dopo un temporale, di trovare la propria auto sotto un ramo, o peggio ancora di ritrovarselo in testa. La problematica è senza alcun dubbio al dissesto economico in cui versa tutto il comune di Napoli: la mancata messa in sicurezza del verde pubblico rappresenta ad oggi uno dei problemi di più grande rilevanza, data la conformazione ambientale peculiare della nostra città.

Probabilmente il più grande problema a cui noi bagnolesi andiamo incontro è inevitabilmente la mancanza di mezzi di trasporto efficienti: paradossalmente il quartiere è ben collegato, con 3 fermate della linea Cumana e una della linea 2 della metropolitana. Il difetto effettivo di questo servizio ferroviario è il congenito disagio al quale i pendolari sono abbonati: treni soppressi, scioperi, ritardi epocali. E se di questo non se ne può (giustamente) fare una colpa all’amministrazione locale, una tirata di orecchie potrebbe essere fatta loro per quanto riguarda la gestione dell’orario dei servizi di trasporto. Troppo presto Bagnoli resta priva di mezzi per raggiungere il centro storico, comportando un danno non sono alla viabilità, costringendo i cittadini quindi a prendere la macchina, ma causando anche un danno enorme ad un quartiere che potrebbe fare del settore alberghiero un potenziale affare economico. Discorso da segnare con la penna rossa se si parla di mezzi di trasporto su ruota: gli autobus, come animali in via di estinzione, sono pian piano scomparsi dagli occhi e dai ricordi dei cittadini.

Come dichiarato da presidente della X municipalità Diego Civitillo, “Bagnoli ad oggi non gode di un ottimo stato di salute. Bagnoli vive una fase intermedia tra quello che è stato e quello che sarà, subendo i cambiamenti generazionali di quello che prima era un paese, oggi è una realtà più eterogenea. “

Ed è proprio col presidente della circoscrizione che parliamo di uno dei più grandi problemi di Bagnoli, forse il più fastidioso: la microcriminalità. Infatti, come dichiarato da Civitillo, “i livelli sono bassi, ma percepiti in maniera elevata”. Infatti, i tipi di reati commessi, possono essere definiti sotto la fattispecie di “reati d’autore”: reati che di per sé possono avere anche un’entità lieve, ma per loro “natura” sono considerati dalla collettività più dannosi. In sostanza, l’attenzione alla commissione del reato è tutta rivolta alla psiche dell’uomo, alla sua mentalità e, di conseguenza, alla sua valutazione “sociale”. Parliamo di furti di batterie, pneumatici, rottura di specchietti e finestrini, atti bagatellari al limite del vandalismo, che veri e propri furti. Reati difficilmente contrastabili, data la particolare tenuità del fatto. L’impossibilità di poter punire in maniera duratura chi li commette aumenta il malcontento della popolazione, che quotidianamente prega affinché la propria vettura non venga ad essere distrutta.

Sentimento di aggregazione. Bagnoli ha un’infinità di problemi, dovuti sia a caratteristiche “tipiche” della città di Napoli, che a un disinteresse della ” res publica” da parte degli stessi abitanti. Naturalmente non è tutto da gettare alle ortiche: il quartiere, nonostante una fortissima emorragia di giovani tenta di resistere sviluppando quel forte sentimento comunitario che ha contraddistinto la X municipalità da tutte le altre. Aggregazione, tanti eventi (si vedano i 3 mesi di eventi estivi organizzati alla base NATO, con una fortissima partecipazione da tutto il quartiere), fiere, attività sociali. Risulta necessario accennare alla bonifica che finalmente inizierà dopo anni di denaro pubblico sprecato: l’apertura di cantieri e nuove attività può senza alcun dubbio giovare all’economia della città, comportando enormi benefici.

di Maria Maddalena Sorbino

Ciro Guadagnino, da alcuni mesi nuovo comandante della Polizia Locale della X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta, affronta con noi alcune problematiche inerenti a Bagnoli, facendo appello al senso di responsabilità dei cittadini e auspicando la ricerca di soluzioni ai problemi del quartiere tramite una collaborazione proficua tra le forze dell’ordine e i residenti. I circa 80 vigili urbani assegnati non sono sufficienti a presidiare un territorio così vasto e dalle molteplici problematiche, ma tutti provano a fare del loro meglio.

I cittadini di Bagnoli lamentano una scarsa presenza degli agenti della Polizia Locale nel quartiere.

«Bisogna considerare che, per tutto il territorio della X Municipalità, abbiamo a disposizione una pattuglia per Bagnoli e due per Fuorigrotta, ma le vetture vengono spesso dirottate verso il centro città per altri servizi. Eppure, tutte le domeniche, quando è presente il mercatino dei prodotti agricoli nell’isola pedonale di viale Campi Flegrei, stiamo presidiando l’area per garantire l’ordine e contrastare il commercio abusivo, una vera e propria piaga che sempre si aggrega attorno alle aree mercatali. Finalmente, dopo anni, a breve verrà riaperta l’area mercatale Luna Rossa; dopo la messa in sicurezza e l’adeguamento della struttura, gli spazi verranno assegnati tramite un bando. La sicurezza e l’abbandono dei rifiuti sono due problemi particolarmente sentiti, ai quali possiamo rispondere solo con le esigue forze che abbiamo in campo. Per questo motivo, ho proposto delle ronde interforze, coinvolgendo appunto le altre forze di sicurezza, di giorno e di notte, per presidiare meglio il territorio. Del resto, oltre che limitarsi a controlli e sanzioni, che pure facciamo, è essenziale educare i cittadini ad una gestione corretta dei rifiuti».

Bagnoli vive le problematiche della movida nella zona di Coroglio. Come affrontarle?

«In una seduta del Consiglio della X Municipalità ed in un tavolo tecnico svoltosi alcuni mesi fa al Comune di Napoli, ho fatto la proposta di una zona a traffico limitato a Coroglio. Questa andrebbe realizzata, ovviamente, di concerto con i gestori dei locali della zona. Sarebbe necessario istallare telecamere, allestire e regolare l’accesso ai parcheggi, istituire delle navette, a cura degli stessi locali notturni, tra Coroglio ed il parcheggio di viale della Liberazione. Avevo anche proposto di aprire la strada interna all’area di Bagnoli Futura, parallela a via Nuova Bagnoli, in modo da farvi transitare il traffico veicolare destinato a Coroglio ma, purtroppo, finché non si risolvono le problematiche dei sequestri nella zona non sarà possibile. Inoltre, quando abbiamo avuto a disposizione delle pattuglie, abbiamo presidiato la zona dei locali notturni di Coroglio, multando le auto in sosta illegale e i parcheggiatori abusivi, emettendo anche 35 provvedimenti di Daspo urbano e siamo in attesa dei provvedimenti delle autorità giudiziarie».

Bagnoli ha numerose scuole primarie e i momenti più complicati sono l’entrata e l’uscita degli alunni.

«A seconda delle pattuglie che abbiamo a disposizione e dei turni del personale, talvolta inviamo all’entrata o all’uscita delle scuole i vigili urbani per regolare il traffico: non è semplice essere sempre presenti. Bisognerebbe però educare le famiglie ad una corretta mobilità, come abbiamo già fatto con due scuole tra Fuorigrotta e Bagnoli. Al già menzionato tavolo tecnico ho proposto di coinvolgere i vigili in pensione per presidiare le scuole al momento dell’entrata e dell’uscita, a titolo gratuito, incontrando anche il favore dell’Associazione dei pensionati della Polizia Locale. Ora la palla sta nelle mani delle istituzioni. Inoltre si potrebbe considerare di sfruttare le aree inutilizzate nei dintorni delle scuole per allestire dei parcheggi per la sosta breve, ma anche incentivare l’utilizzo degli scuolabus».

Sono due gli accordi sottoscritti da Città della Scienza nel quadro della Settimana Cina-Italia dell’Innovazione, svoltesi nei giorni scorsi a Pechino e a Jinan. Il polo scientifico e tecnologico di Bagnoli ha stretto una partnership, rispettivamente, con l’Accademia Cinese delle Scienze e con il Distretto di Zhangqiu. Nell’ambito dell’accordo siglato con l’Accademia delle Scienze Cinese, “i due soggetti si impegnano a cooperare per la progettazione di un Hub sino-europeo della ricerca, la divulgazione e l’innovazione”. Il secondo accordo è stato sottoscritto con il distretto di Zhangqiu e mira “a consolidare

lo sviluppo reciproco della ricerca e l’innovazione nell’ambito del Parco Sino-Italiano avviato nel 2017 e ora in fase di ultimazione”.

Città della Scienza si occuperà di supportare il Distretto nell’individuazione di soggetti accademici e imprenditoriali interessati ad avviare attività nel distretto. Il distretto di Zhangqiu si estende su un territorio di 1719 chilometri quadrati per una popolazione di 1,5 milioni di abitanti e sorge nella terza provincia cinese.

“I due accordi firmati da Città della Scienza fanno parte dei 15 complessivamente chiusi da centri di ricerca, università e imprese italiane con i partner cinesi nell’ambito dell’evento internazionale coordinato dal polo scientifico e tecnologico partenopeo”.

Giunta quest’anno alla decima edizione, la Settimana Cina Italia dell’Innovazione è la più importante piattaforma di cooperazione di settore tra i due paesi. Sono stati duemila i delegati italiani e cinesi e circa trecento organizzazioni tra università, centri di ricerca e realtà imprenditoriali presenti all’evento in Cina, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e della Ricerca Lorenzo Fioramonti.

“È un onore per noi coordinare – spiega Riccardo Villari, presidente di Città della Scienza – l’organizzazione di un evento così importante. Il ministro della Ricerca Lorenzo Fioramonti ci ha indicato come un’eccellenza italiana apprezzata nel mondo, questi due accordi sono un ulteriore passo per dare una spinta all’internazionalizzazione non solo della nostra struttura ma, con essa, di tutto il nostro territorio ricco di conoscenze e talenti”.

Chiusi anche altri tre accordi dalle realtà campane nell’ambito della Settimana Cina Italia 2019.

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