Un cortometraggio per cavalier Pandone

La curiosità » L’associazione “Il Destriero” ricorda il dignitario casertano celebrato anche a Napoli

 

L’Associazione culturale “Il Destriero” di Prata Sannita, comune dell’alto Casertano, sta realizzando un progetto storico-culturale di indubbio interesse per gli appassionati della storia napoletana.

Obiettivo dell’iniziativa è un cortometraggio del percorso formativo del cavaliere per rilanciare il territorio dell’alto casertano e farne conoscere la storia. Le riprese si sono svolte all’interno del suggestivo castello di Prata Sannita in collaborazione con Vittorio Scuncio e l’associazione “Castello di Prata Sannita APS”, e con il patrocinio del Comune di Prata Sannita lungo l’affascinante fiume Lete. Il cortometraggio, ideato e diretto dal presidente de “Il Destriero”, Pasquale Lanni, racconta l’avvincente storia e le vicende del barone di Prata Sannita, Francesco Pandone, una delle figure storiche più importanti dell’alto Casertano. Attraverso un romanzo storico l’associazione vuole mettere alla luce lo splendore del castello di Prata Sannita e la singolare bellezza del borgo e del territorio circostante.

 

LA STORIA

La vita di Francesco Pandone è incastonata in una trama storica importante. La fine del XIV secolo è significativamente segnata dal confronto tra angioini ed aragonesi.

Padone nasce nel maniero di Prata Sannita nel 1384 dal padre Carlo Pandone, della fazione aragonese, e la madre Martuccia Capuano.

Nel 1389 Napoli cadde in mano agli angioini, il figlio di Luigi I d’Angiò venne incoronato re Luigi II dall’antipapa Clemente VII. Francesco, rimasto orfano di padre, fu ripudiato dalla madre che si sposò in seconde nozze con un erede della famiglia Sanframondo, fazione angioina, costringendo Francesco a ritirarsi presso il convento di Sant’Agostino, sempre a Prata Sannita (ai nostri giorni ridotto in rudere).

Nel 1399 Ladislao I Durazzo d’Aragona poté rivendicare militarmente i suoi diritti al trono, sconfiggendo il re francese. Il tale occasione la popolazione di Prata insorse per riportare il legittimo erede nel castello.

Antonio Terminio nel libro “Apologia di tre seggi illustri di Napoli” nel 1581 racconta la storia di Francesco, amato dalla popolazione, che mal accettava la gestione del feudo da parte della madre. I paesani, in occasione di una uscita della padrona dal castello per andare a pescare trote al fiume Lete, portarono di peso Francesco nel maniero gridando “viva Pandone!”, costringendo la madre ad allontanarsi dal paese.

(in foto stralcio del libro che racconta il singolare episodio).

 

Nel 1405 il Papa Innocenzo VII chiese aiuto per reprimere le rivolte romane, così re Ladislao organizzò un esercito e partì per Roma.

In questo scenario storico, Francesco, ormai giunto all’età matura, intraprenderà la vita delle armi al seguito di un famoso condottiero, Jacopo Caldora, seguendone per un periodo anche le alterne obbedienze politiche, sino a divenire nel 1413 gran ciambellano del regno di Napoli.

Nel 1435 Francesco Pandone combatterà con i catalani nella battaglia di Ponza e nell’agosto verrà catturato dalle truppe genovesi con il re Ladislao I Durazzo d’Aragona, e consegnato al duca di Milano, Filippo Maria Visconti. Francesco seguì le sorti del regno di Napoli, verrà raffigurato tra i dignitari al seguito del carro di re Alfonso nella scultura di Pietro da Milano posta all’ingresso del Maschio Angioino a Napoli (in foto la scultura di Pietro da Milano e Francesco tra i dignitari), sino a divenire conte di Venafro, dove oggi quella che fu la sua dimora, castello Pandone, è Museo Nazionale del Molise.

 

IL PROGETTO

Questa storia così singolare, seppur lontana ben oltre 6 secoli dai nostri giorni, ci racconta il trionfo del giusto sui malvagi. L’associazione “Il Destriero”, ormai da anni attiva sul territorio dell’alto casertano, ha deciso nel periodo estivo di intraprendere un progetto che possa far conoscere questa storia dimenticata e custodita dal Lucia Daga Scuncio, proprietaria del castello di Prata Sannita.

Proprio per permettere la massima divulgazione l’associazione ha deciso di non sviluppare una rievocazione storica in pubblico, bensì filmare un cortometraggio che possa essere divulgato nel tempo sul territorio campano.

Dopo la fase di studio, la progettazione e la ricerca di partner, si è passati alla fase esecutiva del cortometraggio, che si è conclusa il 31 agosto con la cerimonia dell’omaggio feudale di re Ladislao e l’investitura a cavaliere di Francesco Pandone.

Al progetto hanno contribuito diverse associazioni: la Compagnia Teatrale La Margherita di Casagiove, ha curato la regia con il presidente Alessandro Tebano; l’associazione Arcieri del Titerno di Faicchio; Alessio Lavorgna e la Compagnia d’arme La Rosa e la Spada di Caserta con Marco De Felice hanno arricchito le scene con i loro figuranti.

Ora non resta che attendere la prima visione del corto, che presumibilmente avverrà durante le festività natalizie.

L’associazione “Il Destriero” è alla ricerca di sponsor e partner che possano contribuire a divulgare il corto attraverso percorsi didattici per bambini e conferenze storiche sulla tematica sviluppata.

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