«L’azienda ha un futuro ma aprire a privati seri»

Intervista » Peppe Silvestro, segretario Uiltucs «Situazione dovuta ad anni di pessima gestione»

Non si nasconde dietro giri di parole Peppe Silvestro, segretario generale della Uiltucs Campania. «Per le Terme di Agnano la situazione è al momento molto tesa, abbiamo avuto un recente incontro finito malissimo».

Cosa è successo?

Sembra che l’intenzione del liquidatore, avallata dal socio unico comune di Napoli, sia quella di proporre un generalizzato abbattimento dei carichi di lavoro, trasformando in part time il rapporto con i lavoratori. I dipendenti andrebbero a perdere il 50% delle ore e quindi della retribuzione. Tanto che molti di loro ragionano sul fatto che, forse, sarebbe meglio chiudere l’azienda, permettendogli di prendere la disoccupazione. E non si spiegherebbe nemmeno come portare avanti le attività, riducendo del 50% le ore ad un organico già abbastanza contenuto.

E quali sono le vostre obiezioni?

Questo non si potrebbe fare con un accordo sindacale, perché sono in gioco i diritti indisponibili dei lavoratori. L’operazione necessiterebbe del consenso individuale del singolo lavoratore interessato. E non si sa se questa manovra possa, nel medio periodo, salvaguardare l’azienda.

La proposta del sindacato invece?

La riduzione di orario è impraticabile. Non ci sono ammortizzatori sociali. L’unica salvezza potrebbe davvero essere un bando per privatizzare la società, aprendo a capitali privati veri, perché è un’azienda che può avere un futuro.

Per i lavoratori ci sarebbe il salvacondotto del trasferimento ad altre partecipate del comune, una soluzione già in atto, pur tra molte difficoltà.

Si devono decidere loro, noi abbiamo fatto anche accordi in questo senso. In passato ci sono stati lavoratori addirittura mobilitati, quindi direttamente assunti da altre partecipate. Un congruo numero è transitato in Asia, ma in distacco, continuando ad essere dipendente delle Terme. E su questa partita dovrebbe concludersi un processo per la stabilizzazione in Asia.

Un numero più ridotto di dipendenti pareva destinato a Napoli servizi, ma l’operazione si è arenata.

È andata male per un quota di lavoratori, 5-6, che doveva transitare in quella partecipata, ma non è mai transitata. Però si devono chiarire bene le condizioni: quelli trasferiti ad Asia in distacco hanno le condizioni contrattuali di Terme di Agnano. Per cui, a parità di lavoro e mansioni, prendono una retribuzione mediamente inferiore del 15-20% rispetto ai dipendenti di Asia.

I lavoratori lamentano anche ritardi nella corresponsione degli stipendi. Lei conferma?

C’è un certo ritardo. Presumo che, date le attività ridotte, possa esserci qualche problema di liquidità. Ma al momento, che io sappia, non ci sono arretrati ingenti.

Per tirare le fila del discorso: le Terme di Agnano hanno grandi risorse potenziali, eppure sono nelle sabbie mobili. Come mai?

Il problema è che anni di cattiva gestione guidata dalla politica hanno prodotto questa condizione pietosa. L’amministrazione de Magistris e la precedente, in passato, hanno tollerato gestioni aziendali non proprio attente. Gestioni che un privato non si sarebbe potuto permettere.
Gianmaria Roberti

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