Piazza Garibaldi, l’agorà simbolo di rinascita già preda del degrado

PROGETTI TRADITI

I lavori sono quasi terminati e dovrebbero restituire all’area la sua dignità. Ma il colpo d’occhio promette tutt’altro che sicurezza e vivibilità. Ogni giorno combriccole di immigrati vendono merci tratte dai rifiuti, mentre al calare del buio si sistemano i giacigli di fortuna dei senzatetto

Durante le ultime Universiadi ha rappresentato la porta d’accesso e la zona più frequentata dai circa 5mila atleti provenienti da ogni parte del mondo, senza contare gli staff tecnici che li hanno accompagnati. Ma, in vista del completamento di quello che – nelle previsioni – dovrebbe diventare il biglietto da visita qualificante della città – piazza Garibaldi ha due anime opposte. Ponendosi con lo sguardo dall’incrocio con corso Umberto I, dal lato destro c’è la zona riqualificata con le ultramoderne Vele che sovrastano la galleria commerciale, a ridosso delle quali hanno aperto dal 2013 (anno dell’inizio del restyling) ad oggi bar, pizzerie e ristoranti; mentre dal lato sinistro, per intenderci quello che affaccia sulle vie del Vasto, il degrado e l’abbandono sono sotto gli occhi di tutti. Per non parlare di un altro piccolo universo a sé, a pochi passi dalla stazione terminale della Circumvesuviana in corso Garibaldi, che è l’area di Porta Nolana, divenuta appannaggio del mercato abusivo di rifiuti gestito da immigrati. Eccola la cartolina di piazza Garibaldi, la piazza che – per chi arriva alla stazione ferroviaria – dovrebbe rappresentare l’immagine di una città moderna, vivibile, dove vivono oltre un milione di persone e dove, ogni giorno, sbarcano da stazione ferroviaria, porto e aeroporto migliaia di turisti da ogni Paese. Piazza Garibaldi si rifà il look. Sono in dirittura d’arrivo i lavori che consegneranno a cittadini e turisti una ampia agorà dove, come nelle grandi metropoli europee, sono concentrati servizi, uffici e strutture ricettive a ridosso della stazione ferroviaria. Lo scorso giugno, dopo diversi anni di apertura e chiusura di cantieri, uno dei punti strategici di Napoli, è stato consegnato infatti al capoluogo campano completamente rinnovato. Una vera e propria svolta nei lavori era arrivata anche in vista delle Universiadi con Napoli capitale mondiale dello sport nel periodo compreso tra il 3 luglio il 14 luglio, data della manifestazione sportiva che ha visto giungere in terra partenopea giovani atleti di tutte le nazionalità. Nel frattempo i lavori della piazza sono quasi giunti al termine, con un progetto che, almeno sulla carta, dovrebbe restituire all’area la sua dignità. Nel dettaglio, su un lato sorgerà un bosco urbano cittadino con 130 alberi di varie essenze di 7 metri d’altezza. Il tutto sarà attrezzato con campi da basket, da calcetto, skateboard e una zona per pattinare. Ma non è tutto, poiché ci sarà anche uno spazio dedicato ai giochi per i più piccoli e una cavea per cinema all’aperto e spettacoli. Inoltre, sempre sullo stesso lato della piazza, aprirà un’arena da 3mila posti con gradinate e wi-fi gratuito. Infine, sarà messo a disposizione dei cittadini un parcheggio gratuito che andrà ad aggiungersi a quello già esistente a pagamento. L’idea di questo nuovo abito da far indossare alla piazza simbolo della città, quella che è considerata uno dei punti nevralgici di Napoli (con gli svincoli autostradali, il vicino centro direzionale, le metropolitana della linea 1 e 2, la Circumvesuviana gestita dall’Eav, oltre alla galleria commerciale sotterranea, ai numerosi esercizi ristorativi e ricettivi), nasce dalla volontà di dare nuova luce ad una delle piazze principali della città e renderla sopratutto più vivibile e sicura. Il tassello sicurezza è difatti alla base del progetto, dato che negli ultimi anni e, nella fattispecie, negli ultimi mesi, le aggressioni ai danni di cittadini e turisti sono aumentate di gran lunga, nonostante la presenza costante delle forze dell’ordine e i controlli serrati, a cui si aggiungono i presidi dell’Esercito in diversi punti della piazza, inclusi esterno ed interno della stazione ferroviaria. Proprio per questo motivo saranno installate a tappeto telecamere nell’intera area di piazza Garibaldi, al fine di controllare tutta la zona e i nuovi impianti. Per quanto riguarda l’altro lato della piazza, dove già si trova una galleria commerciale in procinto della metro linea 1, qui saranno allestiti un mercato di fiori e dei colori e un mercato etnico. Al momento, sono già stati piantati 32 alberi dei 130 previsti, al lato del bar Mexico, proprio a confine con l’inizio del corso Garibaldi. Intanto, il presidente della Metropolitana di Napoli Ennio Cascetta ha dichiarato che questo luogo «sarà una nuova piazza del Plebiscito». Infatti l’estensione del bosco urbano in via di realizzazione è di circa 20mila metri quadrati, la stessa estensione della notissima piazza situata in pieno centro. Cascetta, durante un sopralluogo, ha affermato inoltre che dopo tutti questi rinnovamenti, «piazza Garibaldi diventerà il nuovo simbolo della città partenopea». Premesso che l’area gravitante intorno piazza Garibaldi è presidiata quotidianamente da agenti della polizia municipale, della polizia di Stato, dai carabinieri e dall’Esercito, l’immagine che si mostra agli occhi è tutt’altro che simbolo del rinnovamento, della sicurezza e della vivibilità. Al di là dei cantieri, ovviamente in corso, negli spazi a ridosso dei futuri boschi, anfiteatro, area giochi stazionano ogni giorno combriccole di immigrati che vendono merci tratte dai rifiuti. Una nota dolente che ha sollevato non poche polemiche tra chi si dichiara a favore e chi contrario al cosiddetto mercato dei colori. Per non parlare del bivacco dei clochard che si concentra, ogni sera, al di sotto delle moderne vele che sovrastano la galleria commerciale. Laddove al calare del buio c’è il simbolo dell’integrazione con la comunità cinese che diletta i passanti con i balli tradizionali della loro cultura, nello stesso luogo si sistemano i giacigli di fortuna dei senza tetto che, dalle ore serali fino alle prime luci dell’alba trasformano quegli spazi in un orinatoio pubblico. Tutto questo mentre centinaia di turisti italiani e stranieri affollano ristoranti e pizzerie a ridosso dell’unico lato della piazza che finora ha visto una concreta rinascita. PROGETTI TRADITI I lavori sono quasi terminati e dovrebbero restituire all’area la sua dignità. Ma il colpo d’occhio promette tutt’altro che sicurezza e vivibilità. Ogni giorno combriccole di immigrati vendono merci tratte dai rifiuti, mentre al calare del buio si sistemano i giacigli di fortuna dei senzatetto

di Giuliana Covella

 

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